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International Waterbird Census |
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SCOPI Il progetto internazionale IWC mira a:
Tutte le specie di uccelli acquatici (secondo una definizione tassonomica), ed alcuni rapaci legati alle zone umide, sono l'oggetto dei censimenti svolti annualmente sull'intero territorio italiano: nel decennio 1991-2000 sono state censite in Italia popolazioni appartenenti a 131 specie. Anche a livello nazionale, la distribuzione delle presenze e le variazioni numeriche osservate rappresentano un indice tra i più idonei a descrivere lo stato di conservazione delle popolazioni di locali ed a determinare il valore delle singole zone umide come aree di sosta delle diverse specie.
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L'attività svolta in Italia nel decennio 1991-2000 ha interessato 615 sistemi di zone umide, ciascuno composto da più siti accomunati dall'essere utilizzati da un medesimo popolamento ornitico (principio dell'unità ecologica funzionale). Ogni anno vengono rilevate presenze complessive di molte centinaia di migliaia di individui, con un massimo nel trascorso decennio di 1.270.000 nel gennaio 2000. Folaga, Gabbiano comune e Germano reale risultano in totale le specie più abbondanti, mentre Airone cenerino, Cormorano, e ancora Germano reale e Folaga sono le più diffuse. Sono state recentemente calcolate le tendenze delle popolazioni delle specie più numerose: i casi in cui queste sono risultate significative indicano una crescita consistente per 38 specie e un decremento per sei. L'entità delle presenze di uccelli svernanti nelle diverse zone è stata utilizzata in funzione di due dei criteri di identificazione dei siti di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar (http://www.ramsar.org/). A questo riguardo, i dati raccolti hanno permesso di definire in maniera puntuale (relativamente al quinquennio 1996-2000) quella che è la situazione italiana: 12 zone raggiungono il livello soglia per il criterio relativo alle dimensione della popolazione complessiva di uccelli acquatici presenti (valori medi superiori a 20.000 individui) e 13 per il criterio relativo a presenze superiori all'1% della popolazione di una singola specie, con 10 zone in comune per entrambi i criteri e 5 interessate solo dall'uno o dall'altro. Le medesime informazioni vengono utilizzate anche per produrre una classificazione dell'importanza delle diverse zone relativamente al solo scenario nazionale, utilizzando le presenze superiori all'1% della media italiana di ciascuna specie rappresentativa. Secondo questo approccio, ben 128 sono le zone che rivestono importanza nazionale per almeno una specie.
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