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Sito dedicato agli uccelli acquatici e agli uccelli marini italiani: - è lo spazio di manovra di una serie di attività e progetti che fanno capo all'Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (ISPRA), sede bolognese (ex-INFS) - è stato pensato per addetti ai lavori: da qui potete infatti raggiungere facilmente altri siti web di contenuto correlato, partecipare a progetti ed inoltre accedere ad allegati da scaricare - non è il sito principale dell'ISPRA, né vuole offrire una trattazione sistematica dell'argomento uccelli acquatici - consente di raggiungere (cliccando su gran parte delle immagini in formato ridotto) una galleria fotografica al cui miglioramento tutti possono collaborare NEWS
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Data ultimo aggiornamento 27/08/2010 Risoluzione ottimale: 800 x 600 |
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Censimento invernale degli uccelli acquatici (International Waterbird Census, IWC Italy)
I censimenti invernali degli
uccelli acquatici costituiscono in Italia - e non solo - una delle più
continue e regolari forme di monitoraggio ornitologico. I risultati
attualmente disponibili hanno potuto essere ottenuti grazie a dati
raccolti da un numero elevato di collaboratori, spesso a solo titolo
volontaristico, pur essendo richiesta una notevole capacità tecnica. Le
attività
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> Elenco aggiornato delle zone umide (dicembre 2009) > Scheda di rilevamento (da stampare fronte/retro!) (Scarica file pdf di 54 Kb) |
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Alcuni links a siti
italiani con rapporti sull'argomento: |
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Monitoraggio Gabbiano corso (Audouin's Gull population monitoring, Italy)
Il Gabbiano corso (Larus audouinii) costituisce
uno dei più cospicui endemismi a livello dell'avifauna mediterranea ed è
interessato da
problemi di conservazione a causa della distribuzione localizzata e delle relativamente piccole dimensioni
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MUS - Monitoraggio Uccelli Spiaggiati (Beached Birds Survey, BBS Italy) Progetto sperimentale
mirato a rilevare la mortalità degli uccelli marini, soprattutto in
relazione all’inquinamento da petrolio. Vengono raccolti anche dati su vari
fattori di degrado dei litorali.
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Ratti e Uccelli marini (Seabirds and rat predation)
Il Ratto nero (Rattus rattus), mammifero
involontariamente diffuso dall’Uomo fin nei più remoti ambiti insulari,
rappresenta una grave minaccia per alcune specie coloniali di uccelli
marini, che proprio da questi ambienti dipendono per la propria attività
riproduttiva. Le abitudini occasionalmente predatrici di questo roditore
invasivo, infatti, soprattutto su isole di dimensioni molto ridotte possono
avere un impatto tale da azzerare il successo riproduttivo di Berte e
Uccelli delle tempeste, portando nel tempo intere colonie all’abbandono o
all’estinzione. L’eliminazione dei ratti con tecniche innocue per le altre
componenti dell’ecosistema consente di risolvere più o meno permanentemente
il problema. A partire dal 1999
si sono condotte esperienze positive al riguardo, le prime in Italia e tra
le poche in Mediterraneo, a fronte di casistiche ben più corpose esistenti
altrove. Le attività sono state svolte nell’Arcipelago Toscano e
recentemente riproposte in quello Pontino. Il primo tangibile successo conseguito
è stato
l’intervento sull’isolotto della Scola
(presso Pianosa, Livorno), dove il monitoraggio successivo all’eradicazione
dei ratti ha permesso di registrare un
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Progetto Transnazionale INTERREG IIIA Transfrontaliero Adriatico sul ruolo ecologico delle zone umide per la sosta e lo svernamento degli uccelli acquatici nell’Adriatico settentrionale e finalizzato alla definizione di linee guida per la conservazione e la gestione del patrimonio naturale marino costiero. Enti coinvolti: |
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Progetto Fenicottero (Flamingo project, Italy) Il Fenicottero (Phoenicopterus roseus) è una specie in rapido aumento in Italia e nel Mediterraneo, che viene monitorata sia dal punto di vista numerico (conteggi dei nidi, censimento degli svernanti), sia negli spostamenti dei singoli individui. Ogni anno vengono marcati con anelli colorati leggibili a distanza alcune centinaia di giovani nati nella colonia di Comacchio e in quella di Cagliari. Tale attività rientra in un progetto internazionale che fa capo alla Stazione Biologica della Tour du Valat, in Francia. |
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Censimenti circum-sardi delle berte (Shearwater census in Sardinia, Italy) Questo recente progetto, che ha coinvolto un totale di 32 rilevatori nella sua prima fase di realizzazione (2006), si prefigge di acquisire in maniera organica dati sull'entità delle popolazioni di Berta maggiore (Calonectris diomedea) e Berta minore (Puffinus yelkouan) in una regione che ospita un'importante frazione del popolamento nazionale. Dettagli metodologici e primi risultati sono descritti nella relazione distribuita ai partecipanti (scarica file pdf di 237 Kb). |
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Catasto delle zone umide italiane (Register of Italian wetlands) Puoi scaricare i file's (nord, centro, sud) contenenti l'elenco dei siti codificati, riuniti per provincia o gruppo di province. Questa sezione verrà sviluppata gradualmente con nuovi contenuti. |
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Perdita e degrado delle zone umide italiane (Loss and degradation of Italian wetlands) Viene spesso ritenuto che la perdita di zone umide, e soprattutto il fenomeno noto in passato come 'bonifica', abbia avuto termine in Italia intorno al 1970, con il prosciugamento dell'area ferrarese del Taglio della Falce. Ciò è innegabile, se si considerano le bonifiche effettuate a scopo agricolo o sanitario. Altre finalità (turistiche, industriali ecc.) stanno invece continuando a sottrarre decine di ettari all'anno di ambienti palustri, benchè sin dal Convegno IWRB di Grado del 1991 sia stata avviata una strategia mediterranea finalizzata all'arresto della perdita e degrado delle zone umide mediterranee (Progetto MedWet). Questa sezione intende documentare, con una sorta di 'lista nera', alcuni degli episodi di perdita di siti o estremo degrado degli stessi, registrati negli ultimissimi anni. Ciò con due principali scopi: 1 - consentire alle Amministrazioni competenti di reperire facilmente dati utili ad elaborare strategie in grado di contrastare il fenomeno, ove possibile; 2 - garantire la conservazione almeno della memoria storica di siti non più presenti (dati ambientali e faunistici, cause di alterazione, materiale fotografico, ecc.). Una serie di casi verranno presentati su schede redatte e firmate dai collaboratori che riterranno di partecipare a questa iniziativa. |
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La forma nominale del Pollo sultano (Porphyrio p. porphyrio) vive unicamente lungo le rive del Mediterraneo occidentale, dove frequenta le paludi d’acqua dolce ricche di vegetazione ripariale. A partire dalla metà dell’Ottocento, questo taxon è andato incontro ad un drammatico declino a causa del degrado delle zone umide costiere e della caccia, al punto che alla fine degli anni ’70 del secolo scorso in Europa ne sopravvivevano solamente due popolazioni isolate, nel sud della Spagna (foce del Guadalquivir) e in Sardegna. |
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Negli ultimi decenni la situazione è progressivamente migliorata grazie all’adozione di misure di tutela e alla realizzazione di alcuni interventi di reintroduzione nell’areale di presenza storica. In Italia l’ISPRA ha redatto uno specifico piano d’azione e, in collaborazione con la LIPU, ha avviato un progetto di reintroduzione in Sicilia, dove la specie si era estinta nel 1957. A partire dai soggetti immessi si è formato un consistente nucleo riproduttivo alla foce del Simeto (CT) e da qui si è avviato un processo di colonizzazione che sta portando la specie ad occupare tutte le zone umide idonee dell’isola. Con l’aiuto di molti birdwatcher locali, stiamo monitorando la situazione per valutare i risultati conseguiti dal progetto e acquisire migliori conoscenze sulla specie. Chiunque abbia informazioni sulla presenza del Pollo sultano in Sicilia può fornire un proprio contributo al progetto inviando la scheda di segnalazione allegata.
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Progetto Chiurlottello: un colpo di coda
A un passo da dover
dichiarare questa specie globalmente estinta, la RSPB lancia un impegnativo
progetto per trovare gli eventuali ultimi superstiti, ora o mai più. A breve
ulteriori informazioni su come collaborare. Intanto, qui
http://www.birdlife.org/news/news/2008/12/sbc_ID_leaflet.pdf trovate un volantino utile per l'identificazione. Qui, invece,
potete ascoltare la registrazione del verso
http://www.birdlife.org/news/news/2008/12/sbc_launch.html e saperne di più su questa specie un tempo comune in Italia.
L'essenziale, in caso di avvistamento ragionevolmente certo, è comunicare
immediatamente il dato in modo da mettere in moto la macchina che dovrebbe
rapidamente portare alla cattura dell'esemplare per marcaggio con radio
satellitare:
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Collegamento al sito ufficiale del progetto Questo è uno spazio di lavoro ad uso dei tecnici impegnati nelle azioni che coinvolgono ISPRA (ex-INFS). |
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Letteratura e materiale scaricabile
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www.infs-acquatici.it |
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Data ultimo aggiornamento 27/08/2010 |
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